Nei territori 20 progetti di recupero di spazi pubblici e privati per creare nuove imprese e lavori innovativi

3' di lettura 29/03/2021 - Realizzare fibre per favorire la contaminazione fra il biomedicale classico e la medicina rigenerativa. Contribuire alla sfida del cambiamento climatico attraverso la promozione dell’innovazione verde e la trasformazione del sistema produttivo locale.

E, ancora, realizzare, recuperando spazi pubblici e privati, presìdi di ricerca, incubatori di impresa e coworking ma anche startup nei campi nutraceutico, cosmeceutico, robotica, biomedico e dei sistemi elettrochimici di accumulo e conversione dell'energia. Quindi sperimentare l’Ict, i sistemi integrati di telecomunicazione, alla moda, nonché rafforzare la filiera regionale dell’idrogeno, accompagnando i processi di trasformazione industriale.

Sono gli obiettivi di 20 progetti, presentati da soggetti pubblici e privati anche associati, che saranno realizzati in Emilia-Romagna e finanziati con un contributo della Regione di quasi 10 milioni di euro nell’ambito del Programma regionale attività produttive. Gli investimenti generati sul territorio emiliano-romagnolo arriveranno quasi a 19 milioni di euro.

Dalla Giunta regionale è arrivato il via libera alla graduatoria delle iniziative che puntano al consolidamento e al rafforzamento delle strutture a sostegno della promozione dell’attività d’impresa nonché alla ricerca industriale, allo sviluppo e al conseguente trasferimento tecnologico alla produzione.

I progetti

Nel bolognese sono 4. A Bologna si va dal centro polifunzionale della filiera della musica, cultura e creatività alle officine metropolitane per il nuovo lavoro, fino alle serre dei giardini Margherita, mentre a Ozzano si realizzerà l’implementazione strumentale del laboratorio di biologia molecolare della Fondazione Iret.

Nel ferrarese (3 progetti): la realizzazione infrastrutturale di “Industry 4.0 Innovation Hub” del Tecnopolo di Ferrara; a Bondeno la Fabbrica del Borgo e a Tresignana l’immobile ex Calefo spazio per creatività, arte, lezioni e formazione. In provincia di Forlì-Cesena (3 progetti): a Forlì 2H2FORLAB - Laboratorio regionale per una filiera dell’idrogeno sostenibile, a Cesena la riqualificazione di un immobile di proprietà comunale in zona Stazione ferroviaria da destinare a incubatore d’impresa mentre a San Mauro Pascoli, Villa Torlonia, Tech4Fashion Hub - Incubatore di startup innovative nel campo della moda e Ict.

Nel modenese 3 progetti: a Modena nel Parco dell’Automotive realizzazione di spazi per l'incubazione, l'accelerazione e la crescita di start-up del settore automotive e mobilità; a Castelvetro I.nnovation B.iomaterial H.ub e a Mirandola potenziamento del Biomedical Village con nuovi spazi per il supporto alla realizzazione di prodotti e servizi in ambito Medtech per le imprese e start up. In provincia di Ravenna (4 progetti): a Cotignola, progettazione e realizzazione di un laboratorio di prova per materiali plastici ecosostenibili destinati al settore automotive, packaging, arredamento e altri settori minori ‐ Nextethic Lab; due a Faenza: l’infrastruttura di ricerca industriale e innovazione per la sicurezza e la qualità degli ambienti di vita, la sicurezza dei materiali, la sostenibilità di prodotto e di processo; l’incubatore Torricelli, un laboratorio di eco design e prototipazione; a Marina di Ravenna il potenziamento e completamento del centro di ricerca. A Reggio Emilia la Fondazione Rei presenta il progetto Digital Automation Lab – Fabbrica del Futuro 4. Novafeltria (Rimini) il Comune propone Valpharmarecchia, presidio di ricerca, incubatore di impresa e coworking.

Gli obiettivi progettuali. Si tratta di progetti di espansione e di qualificazione di spazi pubblici e privati da mettere a disposizione dell’attività di ricerca industriale ma anche per l’organizzazione di spazi per la presenza delle imprese e per la collaborazione con organismi di ricerca, anche nell’ambito dei Tecnopoli e in collaborazione con essi.

Diverse iniziative puntano all’avvio e al potenziamento di incubatori d’impresa, consistenti nella realizzazione di infrastrutture e strutture al servizio dello sviluppo di nuove idee imprenditoriali e lavori innovativi, anche con approcci che integrano l’aspetto economico con quello della sostenibilità e dell’inclusione sociale. Gli incubatori/acceleratori di impresa sostenuti da questa misura vanno intesi dunque come strutture generative di idee e progetti, con un effetto moltiplicatore e di coinvolgimento sul territorio, inclusi fablabs e diverse forme di acceleratori/hubs/coworking.

Previsti anche recupero, ampliamento infrastrutturale e modernizzazione dal punto di vista tecnologico delle strutture di promozione di impresa, inclusi eventuali strutture di laboratorio se collegate e contigue agli spazi e servizi per spin offs e start ups nonché spazi per lo sviluppo digitale delle imprese.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-03-2021 alle 19:42 sul giornale del 30 marzo 2021 - 125 letture

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