Quattro piani per tutelare gli utenti della strada e migliorare la qualità dello spazio pubblico

8' di lettura 29/07/2020 - Piano per la Sicurezza Stradale Urbana (PSSU), Piano delle Azioni per l’Accessibilità (PAA) e i due piani di risposta all’emergenza coronavirus, il Piano della Mobilità Ciclabile Emergenziale (PMCE) e il Piano della Pedonalità Emergenziale (PPE).

Sono i quattro piani a tutela dell’utenza stradale che la giunta guidata dal sindaco Virginio Merola ha approvato nell’ultima riunione su proposta della vicesindaca e assessora all’Urbanistica e Ambiente Valentina Orioli e dell’assessore alla Mobilità Claudio Mazzanti, in collaborazione con il disability manager Egidio Sosio. Nel biennio 2019-2020 i piani possono contare su risorse pari a 20 milioni di euro.

I due piani più legati alla fase attuale che la città sta vivendo sono il Piano della Mobilità Ciclabile Emergenziale e il Piano della Pedonalità Emergenziale. Due strumenti costruiti in tempi rapidi, attraverso un confronto sviluppato in commissione consiliare e in dialogo con le realtà territoriali, per dare una robusta sterzata nel senso della mobilità sostenibile e per aumentare la diffusione di spazi pubblici di prossimità e migliorare la qualità della vita delle persone, anticipando fra l’altro la realizzazione di contenuti e obiettivi del PUMS e del nuovo Piano Urbanistico Generale.

“In questo modo diamo una risposta sia nell’emergenza che in prospettiva – spiegano la vicesindaca Orioli e l’assessore Mazzanti – attraverso questi piani costruiamo una risposta forte e incisiva sulla mobilità sostenibile e sulla necessità di aumentare lo spazio pubblico. Questo lavoro è frutto anche di un confronto esterno alla giunta, con i quartieri e con comitati e gruppi d’interesse, il che rende gli interventi che da qui partiranno un’importante base per guardare al futuro”.


Il Piano della pedonalità emergenziale nasce in seguito al dibattito che a Bologna, come in tutte le città d’Europa, si è sviluppato mentre si stava esaurendo il periodo più acuto dell’emergenza sanitaria. La Fondazione per l’Innovazione Urbana ha promosso un osservatorio dal titolo “R-innovvare la città/ Osservatorio sull’emergenza coronavirus” e allo stesso tempo si sono attivati comitati e gruppi d’interesse che hanno avanzato all’amministrazione diverse proposte d’intervento fra le quali alcune legate specificatamente alla pedonalità diffusa. Le aree oggetto di queste proposte assieme ad altre ritenute di potenziale interesse dagli uffici del Comune sono state sottoposte a una prima istruttoria da parte degli uffici tecnici e al confronto con i presidenti dei Quartieri interessati.
Il Piano si affianca alle pedonalizzazioni che erano già programmate per il 2020 – piazza Rossini, via delle Moline – e ai progetti partecipati come i Patti di Collaborazione e definisce quindi nuovi spazi per le relazioni sociali e individua due modalità come misura straordinaria per la tutela della pedonalità e della sicurezza: gli interventi a tutela delle attività commerciali - l’ampliamento straordinario dei dehors, che già stato messo in atto in questi mesi - e gli interventi a tutela della socialità, ovvero l’introduzione di nuove aree pedonali diffuse fuori dal centro storico.
Per questo secondo punto, il Piano individua le modalità operative per realizzare nuovi spazi dedicati all’accesso scolastico, al gioco (playground) e alla socialità mediante operazioni di riqualificazione urbana che verranno attuate con una prima fase di sperimentazione, rapida e leggera, una successiva di monitoraggio e confronto con le comunità e, infine, una di eventuale realizzazione definitiva, anche mediante opere progettate attraverso concorsi di architettura.
Da questo Piano emerge un metodo e vengono definite le prime aree dove verrà sperimentato. In futuro il metodo potrebbe quindi essere esteso ad altre aree.

1) Nuovi spazi dedicati all’accesso scolastico: si tratterà di valorizzare, mettere in sicurezza e ampliare gli spazi in prossimità delle scuole con tinteggiature a terra, trasformazione di aree carrabili o a parcheggio in aree pedonali, allargamento dei marciapiedi, eventuale inserimento di sedute e fioriere, eventuale spostamento della sosta persa in altra posizione nelle vicinanze, limitazione della velocità e altro.
Le aree individuate per la prima sperimentazione sono:
  • via Procaccini, realizzazione di spazi di attesa e socialità all’angolo con via Di Vincenzo/ via Andrea da Faenza, o direttamente su via Di Vincenzo, accanto alla scuola secondaria di primo grado Testoni-Fioravanti
  • via Perti, tratto finale già a fondo chiuso per permettere l’accesso in sicurezza alla scuola primaria Bombicci e alla scuola dell’infanzia Gobetti
  • via Barbieri, ampliamento dello spazio d’attesa in corrispondenza dell’ingresso della scuola primaria Acri
  • via Benini, introduzione di attraversamenti pedonali sicuri all’ingresso della scuola dell’infanzia Alpi
2) Playground: si prevede il disegno di giochi a terra su aree asfaltate già pedonalizzate che verranno declassificate al fine di poterle gestire coerentemente con gli spazi verdi che le affiancano, con inserimento di elementi di arredo urbano.
Le aree individuate sono:
  • Via Guido Rossa, nell’area compresa tra il giardino e la scuola primaria Casaralta
  • Via Milano, nell’area pedonale compresa tra i dissuasori che affianca l’asilo nido e la scuola dell’Infanzia Mazzoni

3) Rigenerazione urbana: si tratta di interventi più articolati di trasformazione di aree stradali poco o male organizzate, finalizzati a ricavare nuovi spazi di socialità, per il gioco, le attività ludiche e per il commercio e con l’obiettivo di mitigare l’impatto ambientale della città costruita e
aumentare la qualità funzionale e architettonica dello spazio urbano.
Sono gli interventi più complessi e che potrebbero necessitare di più tempo e che possono essere preceduti da attività di urbanistica tattica. Dopo la prima fase di sperimentazione queste aree potranno essere oggetto di specifici concorsi di architettura così da valorizzare al massimo gli obiettivi dell’intervento, implementare il livello qualitativo del progetto delle trasformazioni definitive ed il loro inserimento nel contesto urbano.
  • Via Mazzoni, all'incrocio con via Venezia, l’area triangolare in adiacenza al mercato
  • via Sigonio, area dell’ex mercato
  • Largo Brescia , l'intera area compresa tra via Longarone e via Lombardia

Il Piano della Mobilità Ciclabile Emergenziale, è finalizzato ad innalzare fin da subito il grado di competitività della bicicletta rispetto all'utilizzo dell'auto privata ed evitare un arretramento rispetto agli obiettivi di diversione modale fissati dalla vigente pianificazione, oltre che per evitare una maggiore congestione della rete stradale urbana. Oltre ai nuovi interventi già presentati e in parte realizzati è in attivazione a breve il completamento lungo viale Lenin della nuova corsia appena tracciata al fine di collegarsi alla pista ciclabile esistente.
Verrà realizzato il completamento della direttrice Saragozza-Porrettana con la nuova corsia in via Sturzo fino al confine con Casalecchio di Reno.
Proseguono i lavori già attivi per realizzare il collegamento con San Lazzaro lungo la direttrice di viale Roma sfruttando la messa in sicurezza della Rotonda Verenin-Grazia, che ricade a sua volta negli interventi previsti dal piano per ridurre l’ncidentalità.
Prosegue l'appalto dei lavori in Stalingrado che, in una fase successiva, vedrà realizzati anche i percorsi nel sottopasso di Zanardi e a Corticella, verso il confine con Castel Maggiore.
In centro storico verrà completato l'asse di via Galliera, istituendo il doppio senso ciclabile nel tratto tra via dei Mille e via Manzoni/via Parigi.


Il Piano delle azioni per l’accessibilità ha l’obiettivo di garantire il migliore livello di accessibilità allo spazio pubblico - attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche - non solo per le persone con disabilità motoria, sensoriale, cognitiva, ma per tutti i fruitori dello spazio pubblico. Per questo motivo, la mobilità accessibile, costituisce un fattore prioritario per la città di Bologna, in primo luogo per quel che riguarda la risposta ad una “città accessibile” ma soprattutto in riferimento all’incidenza sulla qualità della vita delle persone. Il Piano prevede interventi di manutenzione ordinaria, interventi di manutenzione straordinaria e programmi/progetti di riqualificazione di strade/piazze/marciapiedi, implementazione dei sistemi tecnologici per la mobilità, interventi per il miglioramento della sicurezza stradale, sviluppo della rete ciclabile e dei percorsi ciclo pedonali. Per quanto riguarda l’anno 2020 sono programmati lavori per 4 milioni di euro in interventi di abbattimento delle barriere architettoniche.

Il Piano della sicurezza stradale urbana, entrato in vigore con l’approvazione del Piano Generale del traffico urbano è stato aggiornato con i dati a tutto il 2018.
Il Piano nasce al fine di definire obiettivi ed azioni per ridurre i morti e i feriti per incidente stradale e per stabilire, attraverso l’individuazione oggettiva dei punti critici un criterio di scelta e priorità degli ambiti cui destinare in via prioritaria le risorse economiche per proporre, progettare ed attuare interventi di ingegneria del traffico. Individua, inoltre, modalità per affrontare le azioni di altra natura, come quelle di educazione stradale da attuare con il massimo coinvolgimento e partecipazione possibile, anche economica, di altre realtà coinvolte come la Polizia Locale, Polizia Stradale, Città Metropolitana, Osservatorio per la Sicurezza Stradale, il 118 e altre.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-07-2020 alle 16:04 sul giornale del 30 luglio 2020 - 160 letture

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