Libri: "Libero e il mare", una storia di crescita e redenzione

05/05/2017 - Sabato 13 maggio, a partire dalle 17,30, presso la Libreria Mondadori Megastore di Bologna, in Via M.D’Azeglio n. 24/A, il giornalista marchigiano Giancarlo Esposto presenterà al pubblico il suo ultimo romanzo dal titolo “LIBERO E IL MARE”, edito dalla Prospettiva Editrice di Civitavecchia.

Libero e il mare è una storia di redenzione e crescita personale, emotiva e spirituale, in cui il confronto con la realtà, si alterna al desiderio di fuga.

Buono lo studio psicologico dei protagonisti, dal quale dipendono gli snodi principali del flusso narrativo.

Il romanzo ha una trama avvincente, con dei personaggi di spessore e molto trasparenti.

L’autore racconta la vita del protagonista, Libero, a partire da quando, ancora bambino, rischia di annegare in mare (trauma che gli provocherà un incubo ricorrente), fino alla sua esperienza più dolorosa da adulto, la morte del suo primogenito.

Giancarlo Esposto, giornalista sportivo, iscritto all’Albo dal 1985, si è di nuovo cimentato con la narrativa:

«Questo romanzo, da un certo punto di vista, è idealmente la continuazione del precedente.

Solo idealmente, visto che si snoda su contesti completamente diversi, con personaggi di diverso spessore.

Il tema centrale è la ricerca di una crescita personale, soprattutto dal punto di vista spirituale, il mettersi in discussione, per Libero, il personaggio di questa storia, rappresenta l’unico mezzo per realizzare tutto ciò.

Libero vive questa parabola, sfidando il mare: è una sfida nata il giorno in cui, all’età di nove anni, ha rischiato di morire annegato.

Così sfidare e battere il mare, cancellando quell’incubo notturno ricorrente, in cui si vede su una barca in balìa delle onde, che turba quasi tutte le notti il sonno, è diventata questione di sopravvivenza, più che una ossessione.»

«Dove nasce la passione per la narrativa?»

«La passione per la scrittura parte da lontano. Ho iniziato la mia attività di giornalista nel 1985, essenzialmente come cronista sportivo, collaborando con diverse testate radio-televisive e giornali, su carta e online.

Il gusto di scrivere, di comunicare, non solo con il microfono, ma anche con la penna in mano, non è quindi una esperienza nuova per me.

Di diverso dal passato c’è che, dopo aver scritto alcuni libri di sport, ho deciso di mettermi alla prova, con qualcosa di più impegnato, la narrativa, appunto.»

«Di cosa parla, questo ultimo lavoro, “Libero e il mare?”»

«La storia racconta la vita del protagonista, Libero, a partire da quando, ancora bambino, rischia di annegare, in mare. Questo trauma gli procurerà un incubo ricorrente. Nonostante la sua estrazione, Libero è figlio unico in una famiglia molto ricca, la vita gli riserverà altri dolori, come la perdita del suo primogenito e la morte prematura della sua amata madre.

Costantemente perseguitato dal suo incubo, sogna sistematicamente di trovarsi da solo, su una barca a vela, in mezzo a un mare in tempesta, arriva a una decisione coraggiosa, l’unica decisione possibile per liberarsi di questo incubo: acquista una barca a vela e decide di andare a sfidare il mare.

Questo viaggio, questa fuga, lo porteranno verso la ricerca di una crescita personale e soprattutto spirituale»

«È vero che nel libro si parla di Bologna?»

«Confermo: la prima parte della storia si snoda tra Bologna e Rimini, dove la famiglia di Libero, abitano durante l’anno e in estate. Libero è il rampollo, figlio unico, di una famiglia molto ricca e per certi versi protettiva, ma questo non gli eviterà, all’età di nove anni, di rischiare di annegare, nella spiaggia di Rimini. Questo episodio condizionerà fortemente la sua vita da adulto, poiché per anni verrà tormentato dal suo incubo.

Gli ultimi fotogrammi di questa storia, utilizzando un termine che sa di cinema, propongono di nuovo Rimini, le immagini del suo porto canale, in un ottobre che sa di estate, così caldo, che le rondini sembrano perfino essersi dimenticate di partire.

La colonna sonora di questo finale, arriva direttamente dalla radiolina di un pescatore che sta riponendo le reti, si tratta della canzone “Le rondini” di Lucio Dalla, per il quale, nel libro, ho inserito una sentita dedica personale.»

«Sappiamo che ha avuto concreti contatti con alcune librerie per effettuare delle presentazioni. Come sta andando?»

«Ho già tenuto presentazioni a Roma e Legnano, la prossima sarà a Bologna, poi Pinerolo, in provincia di Torino ed ho avuto contatti per due eventi da organizzare in Sicilia.

Ho avuto inoltre contatti con alcuni circoli culturali, prossimamente sarò di nuovo a Roma.

Vorrei organizzare anche qualcosa di diverso, una presentazione che unisca letteratura, musica e cucina e magari pittura. Infatti la storia del libro si snoda su un viaggio in barca che parte dall’Italia, passando per Grecia e Turchia, con chiari riferimenti ad alcune specialità gastronomiche dei luoghi in cui il protagonista attracca.

Si parla anche di musica, di alcuni artisti che, indirettamente, mi hanno aiutato a creare una sorta di colonna sonora, che, in alcuni passaggi, accompagna il racconto.

A breve fisserò una data con un locale della mia città, specializzato in cucina etnica, credo che da questa iniziativa, in futuro, potrebbero nascere degli eventi interessanti.»


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it






Questo è un articolo pubblicato il 05-05-2017 alle 13:54 sul giornale del 08 maggio 2017 - 424 letture

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