La quieta bellezza di Bologna

17/01/2015 - In contrapposizione all’esuberanza di città come Roma, Firenze e Napoli, Bologna sorprende per la sua tranquillità e per un centro ricco di attrattive turistiche.

Placida ma vibrante, classica ma con stile, sede di una delle università più antiche d'Europa, Bologna è una città particolare in Italia e con le sue caratteristiche e le sue attrazioni fa da contrappunto alle mete forse turisticamente più popolari come Roma e Firenze (da cui dista appena poche ore), dinamiche ma allo stesso tempo caotiche e affollate.

Passeggiare nel capoluogo emiliano, invece, è un’esperienza affascinante e rilassante, consigliata a tutti quelli che amano scoprire i luoghi d’arte senza però doversi sottoporre a code stressanti e traffico disordinato; scegliere un hotel a Bologna tra i tanti proposti da Expedia, invece, consente di scoprire una città con l’animo di un piccolo paese, con bancarelle traboccanti di ortaggi, negozi specializzati che vendono gli straordinari salumi, osterie che servono pasta fresca e vino di qualità, e soprattutto luoghi interessanti da visitare.

Uno dei simboli di Bologna sono senz’altro i suoi portici chilometrici, da quelli realizzati in epoca medievale ai rinascimentali, da quello più stretto (appena 95 centimetri, in via Senzanome) a quello più lungo del mondo (il Portico di San Luca con le sue 666 arcate, che misura 3.796 metri): in totale, i porticati misurano più di 38 chilometri nel solo centro storico, e si arriva a 53 chilometri considerando anche quelli esterni; in nessun altro posto del mondo si raggiunge questa cifra, e non a caso recentemente è stata inviata richiesta all’Unesco per inserire questo bene architettonico tra i “Patrimoni dell’Umanità”.

Dai portici alle Due Torri – quella degli Asinelli e della Garisenda, entrambe pendenti – che risalgono addirittura ai primi anni del Dodicesimo secolo (quando la città vantava circa un centinaio di queste installazioni, mentre oggi ne restano circa una ventina). Per salire sulla cima della Torre degli Asinelli è necessario inerpicarsi su 498 traballanti scale di legno, ma alla fine di questo sacrificio si potrà godere una vista incomparabile sulla città, senza nessuna ostruzione.

Il cuore di Bologna è senz’altro Piazza Maggiore, grande slargo circondato da alcuni dei principali edifici della città medievale: il più antico è il Palazzo del Podestà, sormontato dalla Torre dell'Arengo, mentre invece quello più interessante da vedere è la incompiuta Basilica di San Petronio, la cui costruzione (iniziata nel 1390), fu stoppata definitivamente da Papa Pio IV per evitare chela Chiesa superasse in dimensione quella di San Pietro a Roma. Tra i tanti capolavori contenuti, si segnala anche un affresco del Quindicesimo secolo che riprende il tema dantesco della dannazione, con una gigantesca figura di Lucifero e la rappresentazione del profeta Maometto divorato dai demoni dell'inferno.

Sempre in tema religioso, il complesso romanico (risalente addirittura al quarto secolo dopo Cristo) della Basilica di Santo Stefano merita una visita attenta. Originariamente, le Chiese erano sette, ma oggi ne restano quattro: quella del Crocifisso, che fino al 2000 conteneva le ossa di San Petronio patrono di Bologna (poi traslate nella Basilica a lui dedicata), quella del Santo Sepolcro, della Trinità e dei Santi Vitale e Agricola.

Ma non si può concludere una visita a Bologna senza un ultimo sforzo per raggiungere il Colle della Guardia, su cui sorge il Santuario della Madonna di San Luca, sin dalle sue origini meta di pellegrinaggi dei cultori mariani per venerare l'icona della Vergine col Bambino, detta appunto "di San Luca" (perché secondo la tradizione sarebbe una copia di un modello eseguito dalla mano dello stesso Evangelista): opera probabilmente del Tredicesimo secolo, questa icona ha però una storia “misteriosa”, che risale al 1459. Secondo questa leggenda, il suo arrivo al santuario bolognese si deve a un pellegrino greco, Teokis Kmnya, che avrebbe donato al vescovo bolognese Gerardo di Ghisa l’immagine dipinta proprio da San Luca. Fede e credenza popolare si fondono, in questo caso, perché ad alimentare il culto ci sono anche vari miracoli, come quello “della pioggia”, quando per metter fine al periodo di forti piogge che colpì Bologna nella tarda primavera del 1433 si richiese l’intercessione della Madonna: il 5 luglio, quando l'icona entrò in città, la pioggia cessò e da allora, per voto cittadino, la processione si ripete ogni anno.





Questo è un articolo pubblicato il 17-01-2015 alle 17:39 sul giornale del 19 gennaio 2015 - 641 letture

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